
Dopo/durante un solido Burnout ho deciso che non avrei dovuto ricominciare subito un nuovo lavoro e non c'era abbastanza energia per organizzare cose, occuparsi di visti, blablabla. Così ho iniziato a guardarmi intorno per l'Europa, e con un piccolo suggerimento e un contatto da un caro amico in Portogallo la decisione era presa. Anche perché ho avuto l'occasione di un passaggio giù con un'amica nel suo van. Tutto questo periodo era posto sotto la stella del lasciarsi alle spalle i vecchi sé e aprirsi a nuove possibilità. In Portogallo si è tutto condensato in - nuova lingua - nuovo sport (surf) - nuovo artigianato (costruire tavole da surf in legno). Riflettendoci ho sempre detto alla gente che in quei dieci mesi ho recuperato gli ultimi dieci anni di mancanza di sonno, e gli ultimi dieci anni di processi emotivi e psicologici irrisolti. Ripulendo un sacco di roba vecchia... anche fisicamente... le parole chiave erano: insalate, surf e meditazione. Beh... ma nella fredda acqua atlantica serve anche un po' di nutrimento solido, e sommando alla buona la nostra spesa nel giro di qualche mese la cifra più sbalorditiva era che abbiamo usato 32 litri di (buon) olio d'oliva (nelle insalate e stando con un italiano, a inzuppare il pane). Sìsì, anche tipo 50 kg di arance, 40 kg di avocado ecc, ma sul serio, 32 LITRI di olio d'oliva?! Eh già... pare proprio di sì, c'erano prove chiare in scontrini e taniche vuote. Beh, ok allora, sembrava davvero una buona idea.








